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A PESCA CON I NOBRAINO NELL’ONDIVAGO MARE DEL WEB


Inoltra

In questi giorni la stampa e il web hanno riversato fiumi di commenti sul naufragio di un barcone di migranti, a sud della Sicilia, che è costato la vita secondo le prime stime ad almeno 800 persone.
Ha destato molto scalpore, tra gli altri, il post pubblicato dal gruppo musicale Nobraino sulla propria fanpage su Facebook. Un post che ha causato una enorme reazione anche tra gli stessi fan della band e l’esclusione dei Nobraino dalla line-up del concerto del primo maggio di Taranto.


Nonostante la band romagnola sia conosciuta dai propri estimatori per l’uso di satira e ironia e per l’interesse su temi di rilevanza sociale (nazionale e sovranazionale), in questo caso i Nobraino sembrano aver sottovalutato una delle regole base del social networking: DIFFERENZIARE I CONTENUTI IN BASE ALLA PIATTAFORMA CHE SI STA UTILIZZANDO.

La foto di un gattino viene condivisa da centinaia di utenti su Facebook, ma verrebbe ignorata dai membri di Linkedin. Questo perché ogni social network ha determinate caratteristiche e uno specifico pubblico: Facebook è un social network generalista, Linkedin si rivolge esclusivamente ai professionisti.
E non solo: questo pubblico non è mai statico, ma si trasforma con l’evolversi dei social media.
Un post condiviso quattro anni fa su Facebook avrebbe suscitato reazioni ben diverse da quelle odierne, perché diverso è il target che si può intercettare su questa piattaforma.

Gli studi condotti sull’utilizzo di Facebook in Italia da Vincenzo Cosenza parlano chiaro: a fine 2008 solo 1 utente attivo su 5 aveva più di 36 anni (20% del totale), mentre oggi 1 utente su 2 è “over 36” (47%).  Ecosistemi differenti: comunità diverse, che parlano di temi diversi con linguaggi diversi e stimolando sensibilità diverse.

I social network oggi trovano sempre più spazio nella vita delle persone: comunichiamo con gli amici su Whatsapp e Messenger, pubblichiamo le foto delle vacanze su Facebook, contattiamo il servizio clienti su Twitter. Da strumento innovativo utilizzato da un gruppo ristretto di early adopters (utenti precoci, spesso attirati dai blog, di sicuro interessati all’evoluzione della tecnologia), i social media diventano sempre più uno strumento di comunicazione con le persone con cui ci relazioniamo nel quotidiano.
Si tratta però di strumenti in continua evoluzione: saperli utilizzare non significa imparare una tecnica per guadagnare fan/follower, ma è necessario conoscere i diversi social network, monitorarne lo sviluppo, sapere chi li utilizza e con quale scopo. Come surfisti esperti, che devono conoscere la velocità e la direzione dell’onda per evitare di cadere.
Da qui l’importanza di differenziare i contenuti in base alla piattaforma che si sta utilizzando: sui social network un messaggio è efficace solo se indirizzato a chi può capirlo.